Il rapporto con il proprio corpo è centrato su tre percezioni:

– la percezione fisica  indica la posizione, la funzione e lo stato fisico del corpo;

– la percezione emozionale che equivale all’ immagine corporea, misura l’attenzione, l’agio e il disagio nei confronti del nostro corpo, quando entriamo in rapporto con gli altri;

– la percezione sociale  sottolinea le somiglianze e le differenze tra il nostro corpo e quello dei gruppi di pari a cui apparteniamo, in ambito privato e pubblico.

L’armonia sinergica dei tre livelli di percezione, concorre a strutturare il corpo e i suoi comportamenti statici e dinamici, mentre la cura dell’aspetto esteriore, ne modella visivamente le linee e le proporzioni, in funzione estetica, emozionale e sociale.

L’espressione “avere le physique du role”, esprime proprio il concetto del fisico che agevola il ruolo personale, professionale e sociale; ovvero l’attitudine fisica e mentale a svolgere il ruolo  e le funzioni che ognuno di noi esercita nel proprio quotidiano.

La cura e la gradevolezza dell’aspetto è una caratteristica auspicata ed auspicabile per tutte le persone, indipendentemente dai ruoli. Anche la forma fisica, pur se può prescindere dai canoni  standard, non passa in secondo piano per importanza nella comunicazione del proprio ruolo, ma anzi, perfeziona il risultato. Un corpo in peso forma, agevola l’espressione dei talenti di chiunque,  qualsiasi sia il suo ruolo. Per fare un esempio, la professione di  chef  richiede un’immagine che trasmetta convivialità,  mentre quella del commercialista  prima di tutto affidabilità; in entrambi i casi essere particolarmente belli e in forma non è indispensabile, ma certamente, un aspetto gradevole e una buona forma fisica, rende più efficace la percezione di questi valori, e ne avvalora la comunicazione. Non a caso il termine più usato per esprimere l’inadeguatezza ad un ruolo è “unfit”.

 

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