Da sempre essere donna significa possedere un forte potenziale, da esprimere col contagocce per non turbare certi fragili equilibri…

Un tempo la donna, con buon senso, intuizione e sensibilità esercitava il suo potere entro i limiti della sfera domestico-affettiva; la bellezza interiore ed esteriore, erano i requisiti richiesti per svolgere il suo ruolo di moglie e di madre e conformarsi al modello ideale dell’immaginario maschile e sociale in genere.

Oggi la donna interagisce in tutti i settori della vita ed è protagonista anche in scenari storicamente riservati all’uomo: ha saputo trasformare il buon senso e l’oculatezza con cui gestiva le risorse umane ed economiche familiari, in capacità manageriale; mentre le sue proverbiali doti di intuizione e sensibilità che la vedevano spesso mediatrice nei rapporti affettivo-parentali, la rendono oggi anche in ambito professionale e sociale, molto abile e diplomatica nelle dinamiche relazionali.

Questa nuova situazione pur essendo molto gratificante, le ha però creato nuovi  problemi:  nel rivestire i molti e diversificati ruoli del suo quotidiano, la donna spesso entra in conflitto con retaggi culturali che ostacolano la realizzazione dei suoi obiettivi; inoltre, dal punto di vista pratico, spesso si trova a misurarsi con un’organizzazione sociale strutturata e predisposta in funzione maschile.

La donna in carriera, ancora oggi, per essere accettata e credibile, deve dimostrare una forte competenza professionale ma non deve essere aggressiva, deve avere bella presenza ma non essere appariscente: deve possedere tutti i requisiti richiesti per l’uomo, ma tuttavia spesso sceglie di non esprimersi al massimo per non sminuire colleghi e partner, ma anche per non inimicarsi le altre donne.

L’immagine vincente della donna contemporanea quindi deve essere misurata ed armonica, per risultare a tutti gradevole e gradita; in altre parole, deve dosare i suoi ingredienti e modularli a seconda delle esigenze del ruolo e della situazione.

Ogni donna che coltiva ambizioni extra domestiche e che si pone degli obiettivi in campo professionale, non deve però mai rinunciare al suo peculiare ruolo di femmina, per realizzarsi e sentirsi appagata nella sfera personale.  Ed ognuna di noi sa bene quanto questo sia ancora oggi molto importante e, quanto ancora oggi, la presenza e la vicinanza di un uomo sia per ognuna di noi fondamentale, per raggiungere quell’ intima serenità che contribuisce a renderci più sicure nell’esprimere le nostre competenze e la nostra creatività, specialmente in ambiti spesso ostici ed estremamente competitivi. Ed è proprio la competizione che porta spesso le donne a perdere di vista il loro obiettivo più importante e a mettersi in situazioni di sterile e distruttivo conflitto con gli uomini, ma spesso anche con le loro stesse simili, attraverso atteggiamenti plateali ed aggressivi che suscitano ironia, ostilità ed allontanamento. Questo è senz’altro uno dei motivi della crisi della donna, dell’uomo e della coppia contemporanei.

E’ più che mai opportuno ed urgente che le donne ridiventino femmine con tutto il piacere ed il vantaggio di esserlo e che, con garbata fermezza cioè con assertività, ribadiscano tutta la loro ricchezza di capacità e competenze, da esprimere in tutti gli ambiti della vita privata e pubblica.

Il modo di porsi di una persona, in sinergia con quello che dice verbalmente, diventano fondamentali strumenti di espressione di sé; il linguaggio silenzioso del corpo (aspetto + atteggiamento) proietta all’esterno la sua immagine interiore: il temperamento e il carattere, le emozioni e le sue intenzioni, ma anche la sua identità sociale e persino il suo stato di benessere. Essere consapevoli di questo, agevola la vita di relazione e la strada del successo.

Ogni donna sicura di sé stessa, si sente adeguata in ogni contesto e compete in modo costruttivo, senza desiderare di somigliare a nessun’altra e quindi senza invidia; si preoccupa solo di esprimere e valorizzare il proprio “patrimonio”, senza eccessi e prevaricazioni per essere solidale con le altre donne e, forte della sua femminilità,  senza turbare i fragili ed affascinanti equilibri dell’universo maschile.

 

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