Un emozione può essere definita come un sentimento (facoltà e atto del sentire, di avvertire impressioni esterne o interne) con tutti i pensieri e le condizioni psicologiche e biologiche che lo contraddistinguono e insieme ad una serie di propensioni ad agire che conseguono.

Ci sono centinaia di emozioni con molte mescolanze, variazioni, mutazioni e sfumature. Alcuni ricercatori hanno individuato quattro famiglie emozionali fondamentali con le loro emozioni affiliate:

  • COLLERA : ira, risentimento, indignazione, irritazione, acrimonia, ostilità, sdegno, odio;
  • TRISTEZZA : dolore, pena, malinconia, abbattimento, disperazione, depressione;
  • PAURA : ansia, timore, nervosismo, preoccupazione, apprensione, tensione, spavento, fobia, panico;
  • GIOIA : felicità, godimento, contentezza, divertimento, piacere sensuale, esaltazione, euforia, entusiasmo;
  • AMORE : benevolenza, devozione, infatuazione, adorazione, affinità, accettazione;
  • SORPRESA : stupore, shock, meraviglia, trasecolamento;
  • DISGUSTO : disprezzo, aborrimento, avversione, ripugnanza;
  • VERGOGNA : senso di colpa, imbarazzo, rimorso, umiliazione, mortificazione, rimpianto, contrizione/pentimento.

Queste emozioni poi possono coesistere e mescolarsi: la gelosia (variante della collera) può mescolarsi con la tristezza e la paura.

Le classificazioni in famiglie emozionali derivano dagli studi sulle espressioni facciali, fra le quali sono state distinte quattro tipologie, (riconosciute universalmente anche da popolazioni e culture analfabete) che riconducono a: paura, collera, tristezza, gioia. L’universalità delle espressioni facciali fu notata da Darwin che la giudicò come una prova del fatto che queste emozioni/segnali sono impresse nel nostro sistema nervoso centrale (riceve i segnali dall’esterno ed elabora le risposte).

Ciascuna di queste famiglie ha un nucleo emozionale con le connesse derivazioni che scaturiscono in innumerevoli mutamenti. Le derivazioni più esterne sono gli umori o stati d’animo che si manifestano in modo più attenuato e sono più duraturi, mentre le emozioni sono più intense ma di più breve durata; uno scatto d’ira furibonda dura poco, mentre si può rimanere scorbutici ed irritabili per tutto un giorno.

Al di là degli umori ci sono i temperamenti emozionali, ossia le propensioni ad evocare certe emozioni ed umori che rendono le persone, tendenzialmente malinconiche, timide o allegre.

Tratto da: “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman

 

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