Questa celebre frase viene attribuita alla scrittrice britannica Virginia Woolf che volle dedicarla a quelle tante donne che in passato hanno contribuito al successo di uomini che la storia ricorda, ma rimanendo loro nell’ombra. La frase della Woolf pare riferirsi al detto latino “Dotata animi mulier virum regit” e cioè “Una donna dotata di coraggio (di spirito) sostiene (consiglia) il marito”.

Da sempre questa frase ha gratificato le donne e ancora oggi, molte di noi si sentono lusingate da questo pseudo complimento che all’apparenza sembra valorizzare le doti e le capacità femminili. In realtà in modo abilmente subdolo, ma molto efficace, questa frase stabilisce il confine dietro il quale la “dolce metà” deve rimanere, cioè in seconda fila e nell’ombra. La potenza dei messaggi subliminali è risaputa e la comunicazione mass-mediatica usa moltissimo questo tipo di manipolazione nelle sue campagne di marketing emozionale, sociale, economico e politico. Il messaggio implicito di una frase, può essere più potente ed incisivo di quello esplicito, perché arriva ad affondare le sue radici nella mente profonda delle persone, ne influenza la realtà percepita e direziona le opinioni ed i comportamenti che replicandosi, diventano un modo di pensare e di fare sociali e convenzionali. Le frasi ad alto e nascosto contenuto emozionale ed evocativo, dettano regole non scritte così efficaci ed incisive, da determinare l’immaginario collettivo (pensieri e opinioni) e formare la “morale comune”, cioè quel giudizio convenzionalmente riconosciuto e intimamente radicato che ci fa istintivamente accettare e/o rifiutare una persona, una situazione, un concetto, al di là della realtà oggettiva e della razionalità.

Questa frase ha la maggiore responsabilità della ritrosia/pudore/timore delle donne a mettersi in competizione in prima linea e, ancora più grave, costituisce l’intima e inconfessabile motivazione della mancata solidarietà femminile, nei confronti di quelle donne, purtroppo ancora troppo poche che decidono di competere nella scalata al potere. Diciamoci la verità, quando vediamo una donna che eccelle e lo fa in modo palese e competitivo, magari con l’obiettivo di sfidare e superare un uomo, dentro di noi, nel profondo nascosto del nostro inconscio, pensiamo che sia una donna spregiudicata e che forse sta osando troppo. Si perché quella “grande donna dietro ad un grande uomo” è intelligente, competente, brillante e capace, ma non troppo e non così tanto da far traballare l’orgoglio virile di “quel grande uomo” che deve essere sempre un passo avanti a lei.

Forse per questo nel 2018, succede che una donna moderna, intelligente, realizzata e indipendente, per quell’intimo e inconsapevole pudore che le è stato inculcato, decide di stare nell’ombra e un passo indietro, per non oscurare la luce del suo uomo e non rischiare di togliere puntelli alla sicurezza di quel suo “grande uomo”.

Personalmente auspico che un giorno non troppo lontano, le donne percepiscano come normale essere grandi e importanti, a volte anche più del proprio uomo, senza sentirsi in colpa e senza ferire l’orgoglio virile del partner e dei competitor. Voglio che in un futuro prossimo sia normale pensare, vedere e dire che “Anche dietro ad una grande donna c’è sempre un grade uomo” e che le poche eccezioni di oggi, diventino la regola nell’immaginario collettivo e nella vita quotidiana ordinaria di tutti.

 

 

 

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